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Legge di stabilità: in arrivo la riforma delle partite IVA?

riforma partite iva camera

Legge di stabilità: in arrivo la riforma delle partite IVA?

La prossima legge di stabilità presenterà corposi interventi per il lavoro autonomo. In arrivo una riforma delle partite IVA definita un «Jobs Act» per la categoria.

Nelle scorse settimane si sono susseguite diverse dichiarazioni da parte di esponenti del governo circa una intenzione dell’esecutivo di intervenire sul lavoro autonomo.

Domani, 15 ottobre, verrà presentato un documento che illustrerà gli aspetti fondamentali della prossima legge di stabilità. C’è, come prevedibile, molta attesa per gli aspetti della legge che riguarderanno i liberi professionisti e che rappresentano, negli annunci della maggioranza, una vera e propria riforma delle partite IVA.

Si vedrà quindi, almeno in parte, quanto è uscito dalla giornata di confronto con le partite Iva organizzata domenica scorsa dal Partito Democratico, con lo scopo di rispondere alle molte critiche piovute l’anno scorso in occasione di una legge di stabilità che ha fortemente penalizzato i liberi professionisti. Il messaggio, affidato ad una grafica, era piuttosto eloquente: “Agli errori si pone rimedio”.

il banner dell'evento di domenica. Una ammissione degli errori fatti sulle partite IVA?

il banner dell’evento di domenica. Una ammissione degli errori fatti sulle partite IVA?

Una riforma in due tempi

Prima fase: ritorno al vecchio regime dei minimi e intervento sulla gestione separata.

Il Manifesto anticipa una riforma in due tempi.

Nella prima fase ci saranno i provvedimenti che vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi: l’intervento sul regime dei minimi, che il premier sembra confermare nell’intervista di ieri a Rtl 102.5, e il blocco definitivo dell’aumento dell’aliquota della gestione separata Inps che il governo si impegna ad abbassare nel 2016.

Seconda fase: più tutele e uno «statuto del lavoro autonomo»

La commissione che ha visto impegnati, tra gli altri, il presidente della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano e la deputata del PD Chiara Gribaudo ha prodotto anche una proposta di legge a firma di quest’ultima. Definito «un Jobs Act per il lavoro autonomo» dalla stessa deputata Gribaudo, includerà una serie di tutele chieste a gran voce dai lavoratori autonomi in questi anni: la sospensione degli obblighi Irpef e inps in caso di malattia, con possibilità di spalmare il pagamento su un periodo tre volte superiore alla durata del periodo di assenza dal lavoro, l’eliminazione dell’astensione obbligatoria dal lavoro in caso di maternità e un congedo parentale per un periodo tra i sei mesi e i tre anni dalla nascita del bambino.

Inoltre, saranno presenti misure riguardanti i tempi di pagamento, la deducibilità delle spese per formazione e aggiornamento, l’accesso ai bandi europei e misure sulla tutela della proprietà intellettuale e contrattuale in caso di richieste di recesso e risarcimento.

Si è parlato anche di in vero e proprio «statuto del lavoro autonomo», che renderà più nette le differenze tra le partite iva “vere” e i parasubordinati.

Le reazioni

Ovviamente le reazioni non si sono fatte attendere. Pur con le ovvie differenze, è interessante notare come tutte le parti sentite esprimano soddisfazione, se non altro, per una ammissione degli errori fatti l’anno scorso dal governo e dal riconoscimento delle partite IVA come una categoria produttiva importante con diritti ed esigenze non diverse da quelle dei lavoratori rappresentati dalle sigle sindacali.

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