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Intervista al CEO di Crabtoon Vincenzo Merenda

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Abbiamo intervistato Vincenzo Merenda, CEO di Crabtoon e creatore di Mash & Co., che ha ricevuto un finanziamento da Microsoft App Campus. Gli abbiamo chiesto cosa significa fare startup dal punto di vista fiscale e amministrativo.

Vi è venuta una bella idea, e vi siete ricordati di vostro zio che a Natale vi ha detto «sei giovane e tanto bravo, perché non fai una startup? Ho visto in TV che…(segue resoconto di servizi dai toni iperbolici)».

Ci state pensando, quasi quasi…

E la prima cosa che fare è ovviamente andare su Google e cercare «come si fa una startup».

Seguono altri racconti fantasmagorici la cui fabula è più o meno questa: qualcuno ha avuto un’idea geniale, ha formato un team, magari ha fallito un paio di volte – «il fallimento è fondamentale!», vi ripeteranno – però poi ha incontrato l’investitore giusto e adesso fattura milioni.

Ovviamente, nella realtà non tutte le storie di chi fa startup seguono questo percorso. Ma tutte hanno in comune qualcosa, qualcosa che non vi raccontano perché è più difficile da infiocchettare e che rappresenta un vero e proprio cruccio per tutti.

Stiamo parlando di quando l’idea deve diventare “grande” e trasformarsi in una realtà economica vera e propria, con annesse tutte le difficoltà che leggi e burocrazia mettono davanti agli imprenditori, grandi e piccoli.

Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare alcuni startupper di successo su tutto ciò che avreste voluto sapere e che non avete mai osato chiedere sul rapporto tra tasse, burocrazia e startup.

Oggi è il turno di Vincenzo Merenda, CEO e Creative Director di Crabtoon, nonché co-creatore insieme a Katrin Orbeta di Mash&Co. L’applicazione, al momento disponibile su piattaforma Windows Mobile, è dedicata ai bambini in età pre-scolare e mira a svilupparne le capacità cognitive grazie ad attività stimolanti e a personaggi accattivanti.

Vincenzo Merenda e Katrin Orbeta, founder di Crabtoon

Vincenzo Merenda e Katrin Orbeta, founder di Crabtoon

Ciao Vincenzo, raccontaci com’è partita la tua esperienza imprenditoriale.

Noi, dico noi perché tutto è partito insieme a Katrin, abbiamo alle spalle studi e esperienze nel settore di graphic design e cartoon animation ed entrambi ad un certo punto abbiamo sentito l’esigenza di creare qualcosa di nostro. Dopo qualche esperienza, specialmente quella a Budapest in uno studio di animazione, abbiamo deciso di creare il nostro studio creativo: Crabtoon. Come studio ci occupiamo di graphic design, illustration e 2d animation. Abbiamo voluto spingerci oltre e metterci in discussione lavorando alla creazione di un Brand indipendente dal nome Mash&Co, un prodotto transmediale per un target di bambini preschool.

Avete già trovato partner finanziari? Come avete gestito il loro ingresso?

Abbiamo ricevuto un finanziamento da Microsoft App Campus con il quale abbiamo realizzato il primo prodotto App che abbiamo lanciato sul mercato Windows Phone. App Campus non ci ha chiesto in cambio nessun ingresso, ma un contratto di esclusiva di 3 mesi sulle loro piattaforme.

Che struttura imprenditoriale avete scelto per avviare la startup? Avete scelto di rimanere in Italia o andare all’estero per costituire la vostra società?

Abbiamo fatto una scelta forte, prima di tutto ci siamo detti «è importate creare un prodotto da validare sul mercato, questo ci dirà poi se e in che modo l’avventura imprenditoriale abbia reale fondamento». Per questo abbiamo deciso di costituire una ditta individuale che con l’investimento giusto evolverà in qualcosa di diverso, a seconda delle esigenze. Estero o Italia per noi quello che è realmente importante è mettere nelle giuste condizioni di crescita la nostra attività, credo che la scelta di spostarci o meno dall’Italia sarà presa valutando esclusivamente vantaggi e svantaggi.

Come si passa da essere semplici founder di una startup ad esserne il CEO? Ovvero, quali sono le cose da imparare per dover gestire gli aspetti amministrativi di una startup?

Credo che sia importante prima di tutto saper riconoscere le persone adatte a quello che è il tuo progetto di impresa. Non parlo solo delle skills ma sopratutto di tutte quelle caratteristiche e predisposizioni che rendono e fanno dei tuoi collaboratori il valore aggiunto dell’intero progetto.

Per una startup è sicuramente importate ottimizzare le spese e spesso ci si trova nella condizione di dover fare delle scelte. È in questi momenti che bisogna fidarsi dell’istinto e capire quale strada percorre per arrivare li all’obbiettivo prefissato.

Quali sono, secondo te, i passi che una startup deve compiere da un punto di vista amministrativo? E quando vanno compiuti?

Questa è un’altra domanda molto difficile. Se dovessi parlare dell’esperienza personale, sicuramente consiglio di partire, a seconda delle esigenze, con la struttura più snella possibile e concentrarsi sopratutto sul prodotto. 

Quali spunti proporre per migliorare e snellire la struttura amministrativa per le aziende italiane?

Ogni azienda a seconda del settore e della tipologia ha differenti esigenze, non saprei rispondere a questa domanda e non credo di averne i requisiti.

Tuttavia, se le amministrazioni passassero anche una sola giornata lavorativa con gli imprenditori grandi o piccoli che ogni giorno mantengono vivo il nostro paese, probabilmente riuscirebbero a comprendere quali strumenti migliorare per crescere insieme e pensare al futuro.

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