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Incentivi e agevolazioni fiscali per le start-up

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Col D.M. 30 gennaio 2014 sono state emanate una serie di agevolazioni per chi intende avviare una start-up innovativa.

Avviare una impresa è sempre una sfida, specialmente per chi vuole creare valore inventando soluzioni tecnologiche innovative. Esistono però una serie di agevolazioni e bonus fiscali atta a rendere più facile la vita degli imprenditori. Parliamo degli effetti prodotti dall’emanazione del D.M. 30 gennaio 2014, così come previsto dall’art. 29 del D.L. 18 ottobre 2012.
Tra i vantaggi previsti dal decreto, la parte più sostanziosa riguarda le detrazioni:

Ad esempio, sarà più conveniente investire in una startup innovativa, grazie alla detrazione Irpef per investimenti in start up. Le società semplici, le società equiparate a quelle di persone e le imprese familiari possono usufruire della detrazione del 19% degli investimenti nelle start-up innovative, per un massimo di  € 500.000 e per almeno due anni. La detrazione può poi salire al 25% per gli investimenti nelle start-up innovative a vocazione sociale e in quelle che sviluppano e commercializzano solo prodotti o servizi innovativi ad alto valore innovativo in ambito energetico.

Chi investe inoltre, potrà beneficiare anche di una deduzione Ires del 20% per una somma non superiore a 1.800.000 euro per ogni periodo di imposta. Anche in questo caso, deduzione può aumentare al 27% per gli investimenti nelle start-up innovative con vocazione sociale o che sviluppano e commercializzano solo prodotti o servizi innovativi ad alto valore innovativo in ambito energetico. È importante specificare che la cessione, anche parziale, dell’investimento prima del decorso del termine comporta anche in questo caso la decadenza del beneficio.
Un ulteriore vantaggio, che riguarda direttamente la startup, è il credito d’imposta fissato al 35% per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e personale “altamente qualificato”.
Inoltre, la startup potrà pagare i propri dipendenti, amministratori e collaboratori tramite partecipazioni alla stessa. Queste quote non contribuiranno alla formazione dell’imponibile, né dal punto di vista fiscale né da quello contributivo.
Pertanto, le start-up innovative non sono tenute a fare il test di operatività (ovviamente nel periodo in cui una società ha i requisiti per qualificarsi come start-up innovativa; il “triennio di osservazione” decorre dal periodo di imposta successivo a quello in cui viene meno la qualifica di start-up innovativa).

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