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Il ruolo del notaio in Italia e la differenza con l’Inghilterra

Notaio

La figura del notaio rientra tra quelle di pubblico ufficiale. Figura che non esiste in Inghilterra perché i suoi compiti sono assolti dagli avvocati.

notaio

La figura del notaio viene inquadrata nell’art. 1, comma 1, della legge 16 febbraio 1913, n. 89. Il notaio è un pubblico ufficiale con la funzione di ricevere o di rogare atti. Si tratta dunque di un ruolo eminentemente documentale e certificativo, a tutela della pubblica fede, dell’esatta rappresentazione della volontà delle parti, della certezza di tutto quanto detto ed avvenuto in sua presenza, facendo piena prova di ciò che attesta negli atti e non può fare l’interesse delle parti.

Gli atti notarili si dicono conservati (o a fascicolo) quando gli originali restano presso il notaio e vengono da questi affidati all’archivio notarile all’atto della cessazione della propria attività professionale e sono, generalmente, di carattere contrattuale.

Diversamente, si dicono non conservati (o rilasciati), gli atti i cui originali vengono consegnati alle parti che ne hanno diritto, come le contrattazioni minori (compravendita di veicoli), attestazioni, formalità, copie di documenti (titoli di studio, autentiche di fotografie, ecc.).
Per esercitare questa professione, è necessaria la laurea in giurisprudenza, al conseguimento della quale bisogna effettuare 18 mesi di praticantato presso un notaio in esercizio che alla fine rilascerà un certificato di frequenza e solo dopo aver superato il concorso.

Fatto il giuramento e depositata la firma col sigillo è possibile l’iscrizione nel ruolo del distretto notarile, seguito dall’apertura della partita Iva, l’iscrizione alla Cassa Professionale, all’Inail (solo se si assumono lavoratori dipendenti) e l’istituzione dei registri contabili all’avvio dell’attività; tutto ciò con modalità cartacee o telematiche.
Tutto questo però avviene nello specifico in Italia perché in Inghilterra non esiste la figura del notaio. Il cittadino può comprare o vendere una casa, fare testamento, fondare un’azienda, comprare o vendere un’auto senza mai ricorrere al notaio, affidandosi esclusivamente all’avvocato.
È necessario ricorre al notaio unicamente per gli atti che devono produrre effetti in un altro Stato, fuori dai confini nazionali (contratti, procure, documentazione societaria quali atti costitutivi e statuti).

Ma allora, a che serve il notaio?
Per prima cosa il notaio dà maggiori garanzie. Ad esempio, il ricorso ad un professionista può ridurre il rischio di furti di identità, falsificazioni dei certificati di proprietà e frodi ipotecarie che hanno causato danni enormi per milioni di consumatori e per l’economia nazionale, quindi occorre che ci sia qualcuno che li garantisca e dia loro sicurezza.
La differenza tra l’avvocato e il notaio è che mentre ci si rivolge al secondo per risolvere un problema, il ricorso al primo serve ad evitare che il problema si presenti.
Un altro ruolo del notaio è quello di ridurre la litigiosità, soprattutto davanti ai giudici in quanto viene visto come una figura di intermediario.
È questo uno dei motivi per cui, contrariamente a quanto si pensi comunemente, il notariato è presente in settanta Paesi, da tutta l’Europa continentale all’America latina, ai Paesi dell’Est europeo, alla Cina.

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