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Gestione Separata INPS: Da RPT tre proposte per migliorarla

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Gestione Separata INPS: Da RPT tre proposte per migliorarla

Lo scorso 26 ottobre la Rete delle Professioni Tecniche ha presentato all’XI commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera tre proposte per integrare la Legge di Stabilità e migliorare la vita dei professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS.

Come vi avevamo anticipato (e poi confermato) nei giorni scorsi, la legge di stabilità 2016 ha portato numerose novità per i professionisti.

Tra quelle più attese, c’è il congelamento dell’aliquota della Gestione Separata INPS al 27%.

Tuttavia, c’è ancora molto da fare per rendere questa forma obbligatoria di previdenza (fatto salvo per le categorie che prevedono una cassa professionale) un alleato prezioso dei liberi professionisti piuttosto che un buco nero che risucchia una parte consistente dei loro guadagni. Infatti, come sostiene il presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Armando Zambrano, ad una aliquota molto alta non fa seguito un adeguato livello di tutela per i sottoscrittori.

Alcune idee in questo senso arrivano dalla (di cui Zambrano è coordinatore) che, in un’audizione all’XI commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati ha portato tre proposte per il miglioramento della gestione separata INPS, ovvero:

  • il riordino delle competenze tra gestione separata INPS e casse professionali;
  • la reintroduzione della possibilità, per le professioni regolamentate che non ne sono provviste, di creare una propria cassa professionale;
  • una maggiore rappresentatività dei professionisti nell’amministrazione della gestione separata INPS.

Riordino delle competenze INPS – casse professionali

Questa modifica consentirebbe alle casse professionali di raccogliere i contributi anche di quei professionisti già iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. È il caso ad esempio di quei lavoratori dipendenti, iscritti quindi altre forme di previdenza obbligatorie, che con la normativa vigente sono obbligati a versare i contributi del loro lavoro autonomo alla Gestione Separata INPS.

Questa proposta della Rete delle Professioni Tecniche, qualora venisse accolta avrà il triplice beneficio di:

  • rendere il trattamento contributivo dei professionisti maggiormente omogeneo (attualmente  l’aliquota della Gestione Separata INPS è in media 10 punti percentuali più alta di quella delle casse professionali);
  • semplificare per i professionisti la gestione dei contributi;
  • agevolare richiesta ed erogazione delle prestazioni previdenziali.

Creazione di nuove casse professionali

Secondo Zambrano, «Ciò consentirebbe di sanare alcune situazioni come quella dei tecnologi alimentari, il cui Ordine ha visto completare la propria fase costitutiva soltanto nel novembre 2002. Ma soprattutto darebbe la possibilità agli enti di modificare, se lo desiderano, una scelta vecchia ormai di venti anni, adeguandola alla continua evoluzione del sistema previdenziale e pensionistico».

Rappresentatività nella governance della Gestione Separata INPS

Attualmente, nella “stanza dei bottoni” della Gestione Separata INPS non c’è spazio per i rappresentati di quella che è nei fatti l’utenza del fondo, ovvero i professionisti. Per questo motivo, la Rete delle Professioni Tecniche propone che nel comitato di amministrazione del fondo vengano inclusi due membri in rappresentanza dei professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS.

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