Home > Fisco > Forfettario 2015: cosa cambia nel 2016?
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Cosa cambia per il vecchio Forfettario con la legge di stabilità 2016?

La nuova legge di stabilità prevede delle novità anche per chi si è iscritto al regime forfettario nel 2015. Vediamo quali sono.

Qualche giorno fa il sole 24 ore ha pubblicato un articolo nel quale si illustrano le novità che la legge di stabilità 2016 riserva a coloro che si sono iscritti al regime forfettario nel 2015.

Il vecchio forfettario

Innanzitutto, cosa prevedeva il vecchio forfettario? Si trattava di un regime agevolato al quale si poteva essere sottoposti fino a quando non si superavano soglie di ricavi o compensi diversi per categorie. Se si rientrava all’interno di queste soglie, il proprio reddito veniva calcolato in modo forfettario sulla base di coefficienti di redditività, a cui si applicava una aliquota sostitutiva ad Irpef ed Irap al 15%.

Per chi iniziava una attività nel 2015 poi, poteva godere dell’abbattimento del reddito di un terzo per tre anni.

Cosa cambia con la nuova legge di stabilità?

Riduzione imposta sostituiva

La prima novità riguarda i vantaggi per le nuove attività. Di questa sorta di regime speciale vi abbiamo già parlato, ricordiamo che consiste in un’abbattimento dell’aliquota al 5% in luogo all’abbattimento del calcolo forfettario del reddito, le cui percentuali di redditività sono riportate in questo articolo e non hanno subito variazioni dalla legge di stabilità 2015.

Si potrà godere dell’aliquota superagevolata per 5 anni se si è iniziata l’attività nel 2016, per i quattro anni residui se iniziata nel 2015.

Innalzamento delle soglie

Nel nuovo regime forfettario, le soglie di ricavi e compensi entro le quali attenersi per godere dell’aliquota sostitutiva sono state aumentate di 10.000 euro, fatta eccezione per i professionisti, la cui soglia è stata innalzata fino a 15.000 euro. Anche delle soglie abbiamo già avuto modo di parlare in questo articolo.

Il Sole 24Ore ipotizza – perché ad oggi oltre le ipotesi non ci si può avventurare in attesa di chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate – che queste soglie potranno essere applicate anche a coloro i quali hanno aderito al regime forfettario del 2015.

Tetto per i redditi

Una ulteriore semplificazione viene dall’abrogazione dell’obbligo del confronto del reddito da lavoro dipendente (pensione compresa) con quello da lavoro autonomo. L’obbligo viene sostituto con la regola secondo cui il primo non deve nell’esercizio precedente i 30.000 euro, pena l’uscita dal regime forfettario.

Calcolo dei contributi previdenziali

Il Sole parla poi della riduzione del 35% della contribuzione IVS a cui abbiamo già dedicato un articolo. Rimane il dubbio sulla natura del provvedimento. Il Sole parla infatti di “possibilità”, prevedendo quindi una scelta tra la riduzione e i vecchi versamenti variabili in base al reddito.

A nostro avviso la possibilità di scelta genererebbe molta confusione. Ad ogni modo, vi aggiorneremo quando arriveranno le precisazioni dell’INPS in merito alla questione.

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