Home > News > Flat tax: quale dicitura in fattura?

Flat tax: quale dicitura in fattura?

paper-3147856_1920

Il Governo in carica ha deciso, seppur gradualmente, di mettere in atto la flat tax che tanto era stata sbandierata in sede di campagna elettorale. Detto questo, cosa buona e giusta è affermare che il primo settore che verrà toccato, tramite una sorta di mini flat tax, sarà quello concernente le Partite IVA, mediante una estensione del regime forfettario. Opportuno sarebbe, a questo punto, fare un breve riepilogo di quelli che erano i requisiti richiesti per rientrare nel regime forfettario, unendo a questi ultimi i nuovi limiti di reddito che sono stati decisi e decretati, limiti che non possono essere varcati. 

Funzionamento della flat tax per Partite IVA


Come appena menzionato, il nuovo regime forfettario entrato nell’anno 2019 subirà consistenti variazioni non tanto nei requisiti richiesti per entrarne a fare parte e per rimanerci, ma in quelli che sono i limiti di reddito. La flat tax avanzerà in maniera lenta ma costate, e vedrà estendersi ulteriormente i propri confini ed i propri connotati a partire dal prossimo anno, il 2020. Dal 2019 saranno compresi in tale regime i professionisti titolai di regolare Partita IVA con un reddito annuale che non sia maggiore di 65000 euro. A questi soggetti verrà applicata una aliquota fiscale pari al 15%, aliquota che colpirà i redditi generati. Redditi, questi, ai quali tuttavia dovrà essere escluso e depennato il forfettario di spesa, particolare che verrà dettagliatamente descritto in seguito. Per ciò che concerne invece le imprese appena nate, le cosiddette start up, l’aliquota applicata non subirà variazioni di rilievo, rimanendo infatti saldamente ancorata sulla soglia del 5%. Per ogni singola categoria professionale verrà previsto un coefficiente di redditività. Volendo fare un breve salto indietro, occorre mettere in chiaro che, precedentemente all’anno 2015, era in vigore il regime dei minimi, uno strumento che consentiva a chi aderiva di scaricare le uscite derivanti dalla attività esplicata. L’introduzione del regime forfettario ha pressoché ridotto ai minimi termini questa ultima possibilità, in quanto, come la denominazione potrebbe facilmente ed intuitivamente portare alla mente, questo porta con sè una quota forfettaria di uscita la cui variazione è direttamente proporzionale al tipo di professione svolta. Scendendo maggiormente nel particolare di tipo tecnico, in seguito verrà redatta una breve carrellata di quelli che sono i coefficienti di redditività, ognuno dei quali verrà suddiviso per categoria:
– commercianti al dettaglio ed all’ingrosso: 40%;
– professioni riguardanti il settore ristorativo: 40%;
– cibo e bevande, anche ambulante: 40%;
– mercato ambulante non facente parte del settore alimentare: 54%;
– attività varie, che vanno dalll’ambito sanitario a quello scientifico, da quello assicurativo fino ad arrivare a quello finanziario: 78%;
– attività di matrice economica: 76%;
– settore immobiliare: 86%;
– intermediari commerciali: 62%.

Qualora un professionista decidesse di entrare nel regime forfettario e quindi a quella che sarà l’applicazione della ormai celeberrima flat tax, esso potrà fare utilizzo di agevolazioni se non altro considerevoli. Prima agevolazione importate è rappresentata dell’esenzione sia dell’IVA sia di degli adempimenti che conseguono da quest’ultima. Il professionista soggetto a regime forfettario non avrà nemmeno l’obbligo di tenere i registri IVA, nella stesa maniera in cui a questo non verranno applicati i tanto stigmatizzati studi di settore. Il contribuente dovrà solo e soltanto procedere ad una elencazione delle fatture, conservandole e non addebitando l’IVA. La durata temporale del regime forfettario è perpetua. In soldoni, l’entrata in questo regime consente di rimanerci indefinitamente. Tutto ciò qualora non vengano mai superati i limiti espressamente previsti dalla legge, oppure non venga superata la specifica soglia di reddito. 

Nuove cause di esclusione dal regime forfettario 2019


Le novità introdotte quest’anno hanno, come accennato nel precedente paragrafo, all’introduzione di nuovi requisiti di esclusione. Si tratta di requisiti in possesso dei quali avverrà l’immediata esclusione dal nuovo regime forfettario:
– non potrà accedere al nuovo regime forfettario chi è formalmente partecipante a società di persone, associazioni o imprese a conduzione familiare o che abbia il controllo, indifferentemente dal fatto che sia diretto o indiretti, di società a responsabilità limitata (solo nel caso di controllo diretto o indiretto o svolgente la medesima attività) e associazioni in partecipazione ;
– non potranno inoltre entrare a far parte del nuovo regime forfettario 2019 i professionisti la cui specifica attività viene esplicata sotto forma di un servizio nei confronti del proprio datore di lavoro, anche di quel datore di lavoro con il quale erano stata allacciati dei contatti nei due anni precedenti ai periodi di imposta;
– esclusi dal regime forfettario 2019 sono anche coloro che approfittano di regimi IVA speciali o di regimi forfettari di determinazione del reddito;
– ovviamente, non potrà accedere al regime forfettario 2019 neanche chi risiede all’estero. Tutto ciò a meno che non si risieda in un paese facente parte dell’Unione Europea oppure in un Paese che abbia dato adesione all’Accordo sullo spazio economico europeo, producendo nel territorio italiano una percentuale di almeno il 75% del reddito complessivo;
– in ultimo, non i ordine di importanza tuttavia, non potranno accedere al nuovo regime forfettario 2019 coloro che svolgono attività di cessione di fabbricati o minime porzioni di questi. 

Calcolo della flat tax


Prima cosa da fare è calcolare il reddito imponibile del professionista che si trova nel regime forfettario. Per fare questo è necessario che, alla somma di quelli che sono i guadagni percepiti, venga applicato il coefficiente di redditività descritto prima. Tutto ciò tenendo inoltre conto del codice Ateo, un codice alfanumerico che permette con facilità di identificare al meglio qualsiasi attività economica. Da questo calcolo dovranno essere esclusi i contributi di previdenza che vanno versati per legge, compresi quelli che dovranno essere versati per collaboratori che sono anche familiari. Una volta provveduto ad effettuare questo calcolo, ribadendo ancora una volta che non bisogna dimenticare il coefficiente di redditività (precisato prima professione per professione), la flat tax facente parte del regime forfettario 2019 va pagata secondo le scadenze ordinarie per i pagamenti delle imposte (a partire dal 16 giugno solitamente).

Dicitura, fattura e bollo


Il regime forfettario rappresenta l’unico mezzo mediante il quale si può aprire una Partita IVA con regime agevolato. Per tutti quei professionisti che si stano accingendo ad aprire un Partita IVA o che una Partita IVA la possiedono già, il primo interrogativo da porsi è costituito inevitabilmente dalla modalità mediante la quale bisogna erogare la fattura. Proprio per questo, cosa buona e giusta è conoscere tutte le regole del caso, così da non incorrere in spiacevoli e poco gradevoli inconvenienti di natura fiscale. Nel regime dei contribuenti minimi, in vigore prima dell’entrata del nuovo regime forfettario, il soggetto era obbligato a riportare precisamente in fattura la vecchia Legge Finanziaria del 2008, così come doveva riportare quelle che potevano essere le relative variazioni a proposito. In maniera quasi del tutto analoga, per ciò che riguarda il nuovo regime forfettario, compreso quello entrato in vigore nell’anno che si è appena aperto, bisogna anche in questo riportare in la dicitura precisa contenente normativa in vigore, unitamente anche qui a quelle che potrebbero essere varie ed eventuali modifiche.

Un esempio di dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n.145. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014. Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”

Fac simile.
Ma quale potrebbe essere un esempio di fattura applicata in regime di flat tax e regime forfettario? Vediamo!
– Signor Tronca Mario
Via dei Rossi numero 12
00100 Roma (RM)
CF/PI 98573540915
– Spettabile azienda Beta
-Fattura numero 1 del 20/02/2019;
– Servizi resi per il vostro conto nel periodo di gennaio 2019;
– Totale imponibile: 300 euro;
– Totale fattura: 300 euro;
Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n.145. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014. Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro


1) qualora si sia in possesso di tutti i requisiti previsti della legge, non superando le soglie reddituali chiaramente previste, i titolari di Partita IVA che vogliano aderire al regime forfettario 2019 sono tenuti a compilare il modello A9 dell’Agenzia delle Entrate, modello nel quale bisognerà ancora inserire un certificato che attesti l’inizio dell’attività svolta, emettendo una prima fattura che sia senza IVA;
2) chi invece nel regime forfettario c’è già, può evitare la a tratti complicata procedura espressa nel punto numero 1. Non è necessaria nemmeno una particolare dicitura “flat tax regime forfettario”. Si potrà pertanto emettere regolare fattura con le stesse modalità utilizzate negli anni precedenti:
– fattura priva di attuazione dell’IVA con conseguente dicitura: Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, modificata dalla legge 30 dicembre 2018, n.145. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014. Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro;
– pur non essendo soggetto a ritenute alla fonte di quelli che saranno i compensi ricevuti, il contribuente che ha aderito al regime forfettario deve stilare una confacente dichiarazione la quale certifichi che il reddito è soggetto all’imposta sostitutiva, indicando nella fattura la dicitura “operazione senza applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, della Legge numero 190/2014”

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Comments

comments

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.