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Credito d’imposta Ricerca e sviluppo: cos’è e come usufruirne

Credito d'Imposta Ricerca e Sviluppo

Credito d’imposta Ricerca e sviluppo: cos’è e come usufruirne

Dal primo gennaio sarà operativo il codice tributo 6857 relativo al credito d’imposta Ricerca e Sviluppo. Le aziende possono avvalersene qualora abbiano investito in innovazione scientifica e tecnologica.

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato del decreto Patent Box, che consente alle imprese di usufruire di un regime di tassazione agevolato per quanto riguarda i redditi provenienti da brevetti e/o opere di ingegno per le quali si possiedono i diritti.

Oggi tratteremo di un’ulteriore possibilità per le aziende che decidono di investire in ricerca e sviluppo – abbiamo già trattando l’argomento mesi fa, parlandovi delle startup e delle PMI innovative – spiegandovi come usufruire del credito di imposta Ricerca e Sviluppo previsto dal decreto Destinazione Italia modificato dalla Legge di Stabilità 2015 e che sarà operativo dal primo gennaio.

In cosa consiste?

Il credito d’imposta è applicato al 25% degli incrementi annuali di spesa in ricerca e sviluppo rispetto alla media degli investimenti in questo settore nei tre periodi d’imposta precedenti. E se l’azienda esiste da meno di tre periodi d’imposta? In questo caso si calcola la media dalla nascita dell’azienda stessa. Il credito d’imposta verrà riconosciuto per gli anni 2015-2019 fino ad un importo massimo di 5 milioni di euro.

Esiste poi la possibilità di vedere riconosciuto un credito d’imposta del 50% nel caso gli investimenti siano mirati:

  • all’assunzione di personale altamente qualificato;
  • ai costi della ricerca operata in collaborazione con enti (come ad esempio le università) e/o altre imprese.

Occorre segnalare che il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo non concorre alla formazione della base imponibile IRAP né ha peso al fine del rapporto di deducibilità degli interessi passivi.

Chi può usufruirne?

Possono usufruire del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo le aziende che investono in questo campo. Sono stati eliminati una serie di vincoli, consentendo a tutte le aziende di farne richiesta senza restrizioni di forma giuridica o fatturato, purché sostengano spese in ricerca e sviluppo per almeno 30.000 euro.

Queste includono:

  • L’assunzione di personale altamente qualificato per svolgere attività di ricerca e sviluppo;
  • l’ammortamento delle spese di acquisizione e utilizzo di tecniche o apparecchiature atte allo svolgimento di tali attività;
  • l’acquisizione di competenze tecniche o privative industriali riguardanti un’invenzione biotecnologica, di nuove varietà vegetali o nel campo dei semiconduttori. Anche se queste sono state acquisite da soggetti terzi.

Come usufruirne?

Per godere del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, bisogna indicarne la spettanza nel modello UNICO del relativo periodo d’imposta.

È inoltre possibile godere del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo in compensazione. Infatti, l’Agenzia delle Entrate ha creato il codice tributo 6857  “Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, D.L. 23 dicembre 2013, n. 145”, che si trova sul modello F24  nella sezione Erario nella colonna importi a credito compensati.

 

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