Contributi Inps 2022: come funzionano con il regime forfettario

Come funzionano, nel 2022, i contributi Inps per chi ha aderito al regime forfettario? Spieghiamo tutto in questo articolo.

revisione a cura di Danilo GuliziaDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.
Contributi Inps 2022: come funzionano con il regime forfettario
  • I contributi Inps per chi è nel regime forfettario variano in base all’appartenenza alla categoria di artigiani e commercianti oppure a quella dei liberi professionisti;
  • In alcuni casi i contributi da pagare ogni anno costituiscono una quota fissa, in altri casi una quota variabile in base al reddito;
  • Per il regime forfettario sono presenti particolari agevolazioni sui contributi anche per il 2022.

Hai una partita Iva e hai optato per il regime forfettario? Sì, ottimo. Anche tu devi pagare i contributi Inps. È uno degli adempimenti che devi rispettare nel corso del 2022, per essere in regola con la gestione della tua attività.

Ma a questo punto è necessario procedere con la domanda successiva: quali sono i contributi Inps che il titolare di una partita Iva, che abbia optato per il regime forfettario, deve versare? Con l’intento di dare una risposta a questa domanda, cercheremo di analizzare le casistiche più importanti alle quali i diretti interessati devono sottostare.

È infatti importante ricordare che non ci sono soltanto le gestioni previdenziali dell’Inps. L’obbligo di versare i contributi è in capo anche ai liberi professionisti, che siano iscritti ad un albo professionale. E che siano anche iscritti ad una cassa previdenziale privata. Ma cerchiamo di entrare nel dettaglio e scoprire quali siano obblighi e responsabilità dei titolari di partita Iva.

Contributi previdenziali INPS

Regime forfettario: versare i contributi Inps

Uno degli aspetti che destano maggiore preoccupazione tra quanti hanno aperto una partita Iva sono i contributi Inps. Anche chi decide di aderire al regime forfettario deve tenere bene a mente questo aspetto della sua attività professionale. Uno dei motivi principali che creano preoccupazione è che, in molti casi, è necessario versare i contributi Inps anche se il fatturato è pari a zero.

Sono molti gli aspiranti liberi professionisti o gli aspiranti lavoratori autonomi che hanno deciso di rinunciare alla propria attività, solo perché erano spaventati dai costi della gestione dei contributi. Un timore che ha, in tempi più recenti, accomunato anche quanti optassero per il regime forfettario.

Contributi Inps: quali sono i costi

Poco importa che si voglia fare l’artigiano e vendere i propri prodotti sul web. O che si voglia aprire un’attività ed operare in una piccola piazza di provincia.

Nel momento in cui si decide di aprire la partita Iva, in alcuni settori si deve tenere conto che sarà necessario procedere con i versamenti alla gestione IVS Inps artigiani e commercianti. Tenendo conto dei versamenti fissi, si può arrivare a pagare fino a 4.000 euro ogni anno.

A questo punto, però, è necessario ricordare che qualche piccola agevolazione è possibile, grazie al regime forfettario: il contribuente potrà richiedere una riduzione del 35% dei contributi, che dovrebbe versare ogni anno.

Nel caso in cui si dovesse rientrare nella categoria dei professionisti con il regime forfettario, è bene ricordare che la gestione separata non prevede il versamento di contributi Inps obbligatori. Quello che il singolo professionista sarà obbligato a versare è calcolato in base al reddito che lo stesso contribuente produce.

È bene ricordare, comunque, che per i professionisti che abbiano aderito al regime forfettario, non è prevista alcuna agevolazione contributiva connessa alla gestione separata.

Contributi Inps: chi li deve versare

Sono tenuti ad effettuare i versamenti dei contributi Inps quanti abbiano una partita Iva, la cui attività rientra in una di queste due categorie:

  • attività imprenditoriale;
  • lavoro autonomo.

Entrambe le categorie sono soggette al pagamento dei contributi Inps, anche se lo devono effettuare in misura diversa. In entrambi i casi ci sono dei vantaggi e degli svantaggi.

Prima di procedere è necessario ricordare che essere un lavoratore autonomo o avere un’attività imprenditoriale non è una scelta che viene effettuata dal contribuente, ma vi sono dei binari obbligatori da seguire, in base all’attività che viene concretamente svolta dal titolare della partita Iva.

Il tipo di attività

Partiamo da una regola generale. Nel momento in cui tu stia esercitando un’attività nella quale sia prevalente il lavoro intellettuale, rispetto all’uso di capitale e mezzi, questo significa che tu sei un professionista e quindi un lavoratore autonomo.

In caso contrario stai esercitando un’attività imprenditoriale: a questo punto sei a tutti gli effetti un’impresa. La distinzione viene effettuata nel momento in cui si sceglie il codice attività (Ateco), quando si apre la partita Iva.

In molti casi, comunque, la distinzione tra un’attività professionale o un’impresa commerciale o artigianale che sia, non è così netta o semplice. Per questo è sempre bene appoggiarsi su un professionista per valutare l’attività che si sta aprendo.

Contributi attività commerciali

Contributi per attività imprenditoriali

Ovviamente all’interno delle cosiddette attività imprenditoriali rientrano tutti quei soggetti che svolgono un’attività tipica dei commercianti o degli artigiani. Parliamo, ad esempio, di:

  • negozi;
  • ristoranti;
  • esercizi al minuto.

Questi sono solo alcuni esempi. Nel caso in cui l’attività che il titolare di partita Iva con il regime forfettario sta svolgendo rientra in questo segmento, è tenuto ad iscriversi alla Gestione IVS Inps artigiani e commercianti.

In questo caso i contributi Inps possono essere abbastanza onerosi, ma permettono di ottenere una pensione che è realmente rapportata ai contributi che sono stati effettivamente versati.

Contributi fissi e variabili

Questo tipo di gestione previdenziale prevede che vengano effettuati due tipi di versamenti dei contributi:

  • contributi fissi, che devono essere versati indipendentemente dal reddito conseguito;
  • contributi a percentuale, che devono essere versati in percentuale sul reddito. Questi vanno versati nel momento in cui il titolare della partita Iva percepisce un reddito superiore al minimale per il quale vengono versati i contributi fissi.
Contributi libero professionista

Contributi per lavoratori autonomi

Proviamo, adesso, ad analizzare la categoria dei lavoratori autonomi. Tra questi rientrano i liberi professionisti, che non hanno una propria cassa di previdenza di riferimento, come ad esempio:

  • consulenti marketing;
  • grafici;
  • amministratori di condominio;
  • fisioterapisti. 

Questi soggetti (ne abbiamo citati solo alcuni per fare degli esempi), devono versare i propri contributi alla gestione separata Inps. Questo tipo di cassa previdenziale riceve un numero sostanzioso di contributi, ma generalmente di importo limitato.

Pertanto riesce a generare dei redditi da pensione particolarmente bassi. Il vantaggio in questo caso è quello di non dover versare dei contributi fissi.

Contributi solo variabili

I lavoratori autonomi dovranno pagare i contributi Inps in percentuale sul reddito fiscale che viene determinato ai fini imponibili. Sostanzialmente se non guadagni niente, non devi versare nulla.

L’aliquota attualmente in vigore per il 2022 è del 26,23%, che si paga sul reddito effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi.

Chi ha aderito al regime forfettario paga i contributi Inps?

Anche chi aderisce al regime fiscale forfettario deve pagare i contributi INPS periodicamente, in base ad una quota fissa, per alcune categorie di codici ATECO, e ad una variabile. Scopri di più nell’articolo.

Quanto si paga di contributi INPS con regime forfettario?

Dipende se l’attività è commerciale, per la quale è previsto un contributo fisso, o se si è un lavoratore autonomo, che è tenuto a pagare una percentualmente sul proprio fatturato. Nel primo caso si può arrivare a pagare circa 4.000 euro l’anno.

Quali sono le agevolazioni sui contributi con regime forfettario?

Ci sono particolari agevolazioni contributive con il regime forfettario, ed è possibile richiedere una riduzione del 35% dei contributi Inps da pagare.

Fact-Checked
Danilo Gulizia
Dottore Commercialista
Revisione al 7 Luglio 2022

Argomenti Trattati

Autore
Foto dell'autore

Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie, conseguita presso l'Università degli Studi di Torino. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, fisco, tasse e tributi, diritto, economia e finanza.

© Riproduzione riservata

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di PartitaIva, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.