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Consulente finanziario: cosa è e cosa fa

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L’utilità del consulente finanziario

Il consulente finanziario è uno specialista della massima utilità per quanti richiedono un ausilio su vari temi, come calibrare scelte di investimento mobiliare o immobiliare, rinegoziare o surrogare mutui o debiti, oppure gestire investimenti, piani di accumulo, piani pensionistici o portafogli titoli.

Su questa figura si è creata molta confusione sia terminologica che pratica, poiché il vero e proprio ‘consulente finanziario’ che in Italia era scomparso – per essere sostituito dal ‘promotore’ iscritto ad Albo – sembra riapparso dopo il 2015-16.

Storia del consulente finanziario

La figura nasce in Italia con Napoleone Bonaparte che istituisce la figura degli agenti di cambio in seno alla Borsa di Milano nel 1808. Gli Agenti erano figure con un proprio albo presso le Camere di Commercio e gestivano il brokeraggio di titoli, potendo accedere fisicamente alla corbeille, ed esercitando attività di mediatori bancari e cambiavalute.

La figura, per la L. 402/1967, richiedeva l’iscrizione all’Albo degli Agenti di Cambio e Procuratori ed era formata da laureati in Legge, Economia, Finanza o Matematica finanziaria, e prevedeva solo 130 professionisti nazionali.

Questa storica professione – che richiedeva onorabilità e professionalità su materie economiche, finanziarie e giuridiche ben precise e l’iscrizione all’Albo unico dei ‘consulenti’ – viene a mancare a cavallo del nuovo Millennio, quando la normativa nazionale ed europea e le delibere Consob decretano che l’intemediazione mobiliare venga svolta solo dalle neonate SIM-Società di Intermediazione Mobiliare, stabilendo che non venissero più banditi nuovi concorsi per agenti di cambio.

Dopo queste norme (soprattutto la L. 1/1991) furono creati due ruoli: quello “unico” degli agenti in proprio e quello “speciale” di quanti operano per conto di una banca, di una SIM o di una Società di Gestione del Risparmio (SGR), con la scomparsa di questa figura nel 1992 in seguito alla crisi borsistica e al fallimento di quasi tutti i consulenti dell’epoca.

Il consulente finanziario oggi

Oggi, nel 2018, non figura più alcun agente nel ruolo unico (nel ruolo speciale ce ne sono solo 17). La figura del consulente è stata prima assorbita dall’arrivo sul mercato dei promotori finanziari, organizzati in un Albo gestito Consob da uno specifico Organismo per la tenuta dell’Albo dei Promotori Finanziari (OCF), per poi tornare ad essere definita consulente finanziario dopo l’entrata in vigore della legge 208/2015, che nell’art. 1 co.39 decretava la cessazione della figura dei promotori.

Infatti, la figura del promotore era inquadrata dal TUF, o Legge Draghi, cioè dal Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (D.Lgs 58/1998). Questo particolare professionista era una persona fisica che operava come dipendente, agente o mandatario per esercitare l’offerta fuori sede di servizi di investimento e strumenti finanziari per un intermediario finanziario.

In sostanza oggi il consulente finanziario è l’evoluzione del promotore visto negli ultimi vent’anni in Italia: un professionista abilitato all’offerta finanziaria fuori sede ma collegato a banche, SGR o SIM regolarmente registrate. 

Dal 2016 il consulente finanziario è e tornato ad essere una figura totalmente indipendente: così ha deliberato la Consob con Del. 19548 17/3/2016, in cui ha adottato le denominazioni di “consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede” (in sostituzione di promotore finanziari’), consulente finanziario autonomo (in luogo dell’antico consulente finanziario) e di Albo Unico dei Consulenti Finanziari, al posto dell’Albo unico dei promotori finanziari.

Chi può fare il consulente finanziario?

Rimanendo in ogni caso nella scia dell’evoluzione tra promotore e consulente, ricordiamo infine che possono essere denominati consulenti finanziari solo professionisti iscritti a un Albo, con onorabilità e professionalità, già abilitati come agenti di cambio o negoziatori (ex L. 1/1991), funzionari di banca o d’impresa d’nvestimento, addetti alla commercializzazione di prodotti finanziari del proprio istituto bancario e che il loro ruolo rimane, sostanzialmente, di fornire orientamento finanziario, giuridico e fiscale per il cittadino.

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