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Con l’EPC sarà più semplice per i professionisti lavorare nell’UE

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Con l’EPC sarà più semplice per i professionisti lavorare nell’UE

Viene presentata la tessera professionale europea (EPC), che renderà più semplice per i professionisti lavorare negli altri paesi dell’Unione Europea

È un periodo di novità di respiro europeo per i professionisti. Vi abbiamo parlato già della ricezione, nella legge di stabilità, delle raccomandazioni europee circa l’equiparazione dei professionisti alle PMI quando si tratta di accedere ai fondi europei.

Prima dell’emendamento, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che recepisce la direttiva dell’Unione Europea 2013/15/UE.

Il decreto è strettamente legato all’emendamento, in quanto sancisce l’utilizzo, a partire dal 2016, di una tessera professionale europea (EPC), una sorta di “carta d’identità” del libero professionista che questi utilizzerà per farsi “riconoscere” dalle autorità con le quali avrà a che fare. Per esempio, per continuare il discorso intrapreso con il precedente articolo, potrà utilizzarla per rapportarsi in modo semplice con le regioni e l’Unione Europea quando si tratterà di richiedere l’accesso ai fondi.

Cos’è l’EPC?

Presentata dal sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi, l’EPC non sarà una scheda “fisica”, quanto un certificato elettronico attestante il superamento del controllo amministrativo e il riconoscimento, da parte del paese ospitante, del possesso delle qualifiche professionali.

La tessera professionale europea, come suggerisce il nome, avrà validità in tutti i 28 paesi dell’Unione Europea, e sarà un requisito a cui dovranno adempiere sia i professionisti italiani che vogliono esercitare la loro professione in uno dei paesi dell’Unione, sia quelli europei che vogliono lavorare in Italia.

Quali sono i vantaggi?

  • La semplificazione delle procedure burocratiche atte ad ottenere il riconoscimento delle qualifiche e il riconoscimento dei documenti;
  • inoltre, non sarà necessario produrre i documenti ogni volta che ci si sposta da un paese all’altro, producendo quindi un risparmio di tempo;
  • una protezione contro le lungaggini amministrative: se il paese ospitante non ha preso una decisione in merito all’autorizzare il professionista all’esercizio entro il termine stabilito, questi riceverà automaticamente l’EPC.

Chi può usarla?

Al momento, possono usare l’EPC solo alcune categorie di professionisti (infermieri, medici, farmacisti, fisioterapisti, ingegneri, guide alpine e agenti immobiliari) che:

  • vogliono stabilirsi in un altro paese dell’Unione Europea;
  • vogliono recarsi a lavorare per una prestazione temporanea in un paese ospite.

I professionisti che non rientrano nelle categorie sopraelencate dovranno fare riferimento alle procedure classiche, anche se la platea di professionisti che potranno ricorrere alla procedura EPC dovrebbe aumentare in futuro

Cosa includerà?

Essendo il decreto legge il recepimento di una direttiva europea, nel rispetto di questa la tessera professionale europea includerà:

  • la segnalazione, attraverso il sistema IMI, di eventuali sanzioni disciplinari o penali a carico del professionista che lavora con minori o nel campo della salute, qualora queste possano avere incidenza sullo svolgimento della professione;
  • la possibilità di ottenere l’accesso parziale alla professione;
  • la possibilità di vedere riconosciuto un tirocinio professionale svolto all’estero.

Quale procedura si deve seguire per ottenerla?

In breve, la procedura consta di tre passaggi:

  1. Il professionista dovrà inoltrare la richiesta online;
  2. questa verrà sottoposta al controllo e all’analisi congiunta del paese di origine del professionista e del paese di destinazione;
  3. le autorità nazionali riconosceranno, se lo riterranno opportuno, la tessera professionale europea al professionista, che potrà stabilirsi o prestare temporaneamente i propri servizi nel paese scelto.

Validità dell’EPC

La tessera professionale europea è valida a tempo indeterminato per chi decide di stabilirsi nel paese di elezione, altrimenti varrà 18 mesi in caso di prestazione temporanea di servizi.

Per maggiori informazioni sulle procedure vi rimandiamo alla brochure ufficiale.

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