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Come funziona la CNS per le fatture elettroniche

CNS camere di commercio fattura elettronica

Per venire incontro alle PMI, il Sistema delle Camere di Commercio ha messo a disposizione uno strumento gratuito per emettere, inviare e conservare le fatture elettroniche.

Carta dei servizi Camere di commercio

Da qualche mese è entrato in vigore l’obbligo, per le aziende che lavorano con qualsiasi agenzia facente parte della Pubblica amministrazione, di emettere le fatture in formato elettronico.

La fatturazione elettronica è stata introdotta per eliminare i costi economici ed ambientali derivanti da stampa e conservazione delle fatture cartacee, trasformando la fattura in un documento XML facile da conservare, distribuire e, soprattutto, verificare.

Questa piccola innovazione ha generato il solito caos, tra resistenze ideologiche ed effettive difficoltà sia a capire come fatturare correttamente, sia a rapportarsi con una pubblica amministrazione spesso lenta a recepire le novità.

Queste difficoltà sono particolarmente accettante quando si tratta di PMI (che peraltro sono quelle che maggiormente lavorano con la pubblica amministrazione).
Per questo motivo il Decreto Ministeriale 55/2013, alla voce “Misure di supporto per le piccole e medie imprese” (articolo 4), prevede lo sviluppo di strumenti informatici per aiutare le PMI a gestire la fatturazione elettronica.

In questo senso il Sistema delle Camere di Commercio, attraverso la collaborazione tra l’Agenzia per l’Italia Digitale ed Unioncamere, ha sviluppato un servizio gratuito che permette di compilare, trasmettere e gestire fino a 24 fatture in un anno.

Lo strumento non richiede l’installazione di software ed include la conservazione a norma dei documenti contabili e delle relative notifiche per le annualità richieste dalla normativa vigente.

Per accedere basta inserire nel dispositivo in uso la propria Carta Nazionale dei Servizi (CNS), che viene rilasciata dalle Camere di Commercio.

La Carta Nazionale dei Servizi si può richiedere in forma di chiavetta USB o Smart Card (una tessera con chip) che permette al titolare di autenticare in modo certo la propria identità, una firma digitale con la quale dialogare e richiedere servizi alla PA.

A poter usufruire del servizio sono le imprese che rientrano nella categoria delle PMI, ovvero quelle aziende le cui caratteristiche rispettano le linee della Commissione Europea che abbiamo imparato a conoscere nei precedenti articoli, ovvero:

– un numero di dipendenti non superiore a 250;

– Il fatturato dell’ultimo bilancio chiuso NON superiore a 50 milioni di euro oppure  un attivo patrimoniale non superiore a 43 milioni di euro.

Per ulteriori informazioni, leggere le FAQ di Infocamere.

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