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Cedolare secca per società semplici?

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Le società semplici di godimento immobiliare possono applicare la cedolare secca ai contratti di locazione ad uso abitativo?

Rispondere in modo affermativo é il normale esercizio della logica  sistematica tributaria e civilistica, che individua le società semplici come puro veicolo per lo svolgimento in comunione di attività non imprenditoriali. A maggior ragione se la società semplice ha solo codice fiscale, senza partita iva.

Il sistema tributario in Italia, tuttavia, ha la peculiarità di accendere la fantasia degli operatori con interpretazioni non scontate, anzi, sorprende sempre per l’originalità delle analisi.

Sul tema della applicazione della cedolare secca per gli immobili delle società semplici, l’amministrazione finanziaria si é espressa con la circolare 26/E del 2011 in modo specifico, stabilendo la oggettiva esclusione delle società semplici dalla normativa, così come delle parti comuni condominiali proprietà dei condomini.

Quale potrebbe essere la via per ribadire la prevalenza della ragione sull’interpretazione? L’interpello é una strada in salita con scarse (se non nulle) possibilità di successo. Appare alquanto improbabile (nonostante, come detto prima, la grande capacità di sorprenderci) che l’agenzia delle entrate smentisca se stessa con una risoluzione in aperto contrasto ad una circolare dell’Amministrazione finanziaria.

Sarebbe più plausibile percorrere la via della giurisprudenza cercando di superare l’interpretazione con una messe di sentenze.

D’altronde la Agenzia delle Entrate giustifica tale interpretazione restrittiva con un criterio soggettivo rigido: le due parti devono essere delle persone fisiche. Questo presupposto é stato parzialmente “smontato” da una sentenza della CTP di Reggio Emilia del 2014 che ha concesso la applicazione della cedolare secca ad un contratto stipulato da una persona fisica con una società  conduttrice, per l’utilizzo dell’immobile quale foresteria per i dipendenti.

La CTP ha superato la circolare dell’Agenzia delle Entrate e ribadito la ratio della legge, che risponde a criteri sistematici coerenti con i principi generali del diritto civile e tributario.

Cosa fare quindi? Applicare la cedolare secca e ricorrere in CTP sull’eventuale rilievo della Amministrazione finanziaria sembra l’unica strada percorribile.

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