Caro voli per Sicilia e Sardegna: il Decreto Omnibus e l’intervento dell’Antitrust verso Ryanair

Prezzi impazziti, algoritmi di profilazione "sleali" e settore turistico in sofferenza nelle isole: il Governo italiano risponde col Decreto Omnibus.

di Francesca Di Feo

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  • Il caro voli in Sicilia e Sardegna ha reso difficile per molti pianificare le vacanze, con un incremento dei costi dei voli oltre il 200%.
  • Il Governo italiano ha voluto rispondere, con alcune misure contenute nel Decreto Omnibus, regolamentando gli algoritmi delle compagnie aeree e proibendo la profilazione degli utenti.
  • Eddie Wilson, AD di Ryanair, definisce le proposte di diminuzione di prezzo verso Sicilia e Sardegna “illegali e populiste”, e invoca un intervento della Commissione Europea. Nel frattempo l’Antitrust interviene avviando un’istruttoria verso la compagnia aerea per abuso di posizione dominante.

Per tantissimi Italiani pianificare vacanze e spostamenti in Sicilia e Sardegna quest’anno è diventato impraticabile. Il fenomeno del caro voli ha raggiunto massimi storici, mettendo seriamente in difficoltà viaggiatori e stakeholders del settore turistico, in una situazione già non proprio rosea nel panorama del turismo in Italia.

La questione ha destato anche l’attenzione del Governo. Attraverso il Decreto Omnibus, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, si sono cercate soluzioni concrete per risolvere il problema, non senza polemiche.

In particolare Ryanair si è posta in contrasto all’intervento, e recentemente l’Antitrust è intervenuta con un’istruttoria verso la nota compagnia aerea, per il presunto abuso di posizione dominante.

Caro voli: settore turistico in difficoltà in Sicilia e Sardegna

Partiamo da un semplice presupposto: l’aumento dei costi dei voli, così come per alberghi, ristoranti e servizi turistici in generale, è fisiologico in periodi di alta stagione. Il caro voli non fa certamente eccezione: quando la domanda è al suo apice, i profitti vengono massimizzati aumentando le tariffe.

Questo è quanto avvenuto nell’estate 2023, tuttavia il governo ha individuato un fattore di rischio nello sviluppo sempre più rapido delle tecnologie di Intelligenza Artificiale su cui si basano gli algoritmi che, constatando un incremento del bisogno, si regolano di conseguenza aumentando esponenzialmente i prezzi senza porre un limite, sfruttando un’ingente mole di dati fornita dall’utente stesso che effettua la prenotazione.

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Questa sarebbe una problematica che quest’anno sta colpendo particolarmente le tratte verso le isole. Di conseguenza, molti viaggiatori si sono trovati a pagare tariffe incredibilmente più alte rispetto ai periodi di bassa stagione, con aumenti che, in alcuni casi, hanno superato il 200% rispetto alla tariffa media.

L’aumento dei prezzi dei voli ha avuto ripercussioni negative non solo sui viaggiatori, ma anche sull’intero comparto turistico delle isole. Alloggi, ristoranti e attività turistiche, già duramente colpiti dalla crisi economica e dagli strascichi della pandemia, oltre che dai recenti incendi al sud Italia, si sono trovati a fronteggiare una significativa riduzione delle prenotazioni.

Tantissimi italiani hanno optato per altre destinazioni, o hanno rinunciato del tutto alle vacanze, determinando una significativa flessione dell’attività turistica, che si aggiunge a quella già determinata dai rincari generalizzati, che coinvolgono i costi delle materie prime e dei trasporti.

Caro voli e Decreto Omnibus

Di fronte alla crescente preoccupazione causata da questa problematica, il Governo ha deciso di intervenire attraverso l’adozione di misure specifiche e ben mirate all’interno del Decreto Omnibus. Per ora, le misure saranno applicabili unicamente alle rotte nazionali di collegamento con le isole.

Questo decreto contiene numerosi interventi del governo in direzioni differenti, incluse alcune nuove norme per le compagnie aeree per stabilire i prezzi. Vediamo qui di seguito i principali interventi proposti.

1. Un freno agli algoritmi

Una delle soluzioni più discusse e al centro dell’attenzione riguarda la regolamentazione degli algoritmi impiegati dalle compagnie aeree per determinare il prezzo dei biglietti in alta stagione o in un determinato periodo dell’anno.

L’obiettivo primario di questa iniziativa è di controllare e limitare l’utilizzo di tali sistemi, specialmente quando portano a un incremento del costo del biglietto o dei servizi accessori di un marginale eccessivamente alto rispetto al prezzo medio del volo.

Il tetto qui è stabilito al 200%. Quindi, un volo che mediamente si aggira sui 60€ non potrà costare più di 120€, seppur prenotato in alta stagione.

2. Stop alla profilazione degli utenti

Oltre a ciò, il Governo mira a proibire che le tariffe vengano stabilite utilizzando come criterio la profilazione online degli utenti, o il tipo di dispositivo con cui si effettua la prenotazione.

In questo caso si intende il fenomeno per cui il prezzo di un biglietto aereo cambia leggermente a seconda del dispositivo da cui viene effettuata la prenotazione.

Il nostro smartphone, tablet o PC comunicano ai sofisticati algoritmi quanto possiamo spendere tenendo conto di vari criteri. Secondo questa logica, effettuare una prenotazione su un dispositivo può risultare decisamente più costoso rispetto ad un altro. Ad esempio prenotare con la geolocalizzazione attiva su Milano è più oneroso rispetto che su Matera.

Questo genere di algoritmo viene considerato sleale, e il governo intende adottare misure determinate, nell’ottica di garantire una maggiore trasparenza, così da rendere il processo di prenotazione dei voli più equo e meno soggetto a manipolazioni.

3. Sconti per i viaggiatori frequenti

Viene anche proposta l’introduzione di tariffe speciali e sconti dedicati a residenti e professionisti che si trovano a viaggiare frequentemente tra le isole e la penisola.

Questo è un incentivo pensato per attenuare le difficoltà economiche dovute ai costi elevati dei voli, in particolare per coloro che si spostano per impegni lavorativi o necessità familiari.

Decreto Omnibus, il parere dell’AD di Ryanair

Eddie Wilson, Amministratore Delegato Ryanair, ha espresso il proprio parere contrario ai recenti interventi del governo italiano:

Sull’uso della profilazione nella vendita dei biglietti aerei sono disponibili ampie evidenze riportate da prestigiose riviste internazionali. Non esiste nessun algoritmo e non profiliamo i clienti”.

Con queste parole, l’Amministratore Delegato di Ryanair, Eddie Wilson, critica aspramente le misure proposte dal Governo italiano per contrastare il caro voli. E chiede l’intervento della Commissione Europea, che negli scorsi giorni ha contattato le autorità italiane per ricevere informazioni più dettagliate sul decreto:

L’unico modo per ridurre i prezzi è garantire la competizione e aumentare l’operatività, mentre il tetto ai prezzi, al contrario, la riduce. Ad Alghero d’inverno ci sono pochissimi voli, Ryanair vuole aprire le rotte invernali, ma perché dovrebbe farlo, con un tetto ai prezzi? Se posso scegliere di collegare Catania o con Trieste o con Barcellona, ma sulla tratta Catania-Trieste c’è un tetto, ovviamente sceglierò Barcellona“.

La questione si inasprisce dopo l’intervento di Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, che ha definito il decreto del governo italiano come illegale, e come uno strumento che causerà un ulteriore incremento dei prezzi. La compagnia punta il dito anche contro i dati inaccurati da cui sarebbe stato emanato il decreto, dichiarando che non sia in uso alcun algoritmo.

Una conseguenza diretta di questo dibattito potrebbe essere una nuova diminuzione della disponibilità di voli da e per le isole italiane, tuttavia va considerato che la Commissione Europea si deve ancora esprimere a riguardo del decreto per contenere i prezzi dei voli.

Il Codacons invece si è espresso contro il dibattito acceso da Ryanair, proponendo la sospensione delle autorizzazioni di operare in Italia a questa compagnia aerea.

Ryanair e l’intervento dell’Antitrust

Recentemente il dibattito sul prezzo dei biglietti ha portato la nota compagnia aerea Ryanair in contrasto con il governo italiano, e per una questione similare è intervenuta anche l’Antitrust.

Nel dettaglio, la compagnia secondo il parere dell’Antitrust avrebbe agito con un abuso di posizione dominante, in relazione alla grossa fetta di mercato del turismo, mettendo in condizioni di svantaggio le agenzie viaggio.

La compagnia, con l’obiettivo di estendere la propria presenza anche presso altri servizi turistici, come hotel e noleggio auto, si sarebbe mossa a svantaggio del comparto delle agenzie di viaggio, sia online che offline.

L’Antitrust ha avviato una istruttoria verso la compagnia per i prezzi al rialzo applicati alle stesse agenzie viaggio nell’acquisto dei biglietti, penalizzando di conseguenza anche i consumatori finali.

Caro voli – Domande frequenti

Come mai i prezzi dei voli sono alti?

I prezzi dei voli aumentano fisiologicamente in alta stagione, anche se quest’anno la causa principale dei rincari generalizzati è da attribuire anche all’incremento dei costi delle materie prime.

Quando si abbassano i prezzi dei voli?

Solitamente, i prezzi dei voli scendono in bassa stagione, e i mesi più favorevoli per prenotare sono solitamente gennaio e febbraio.

Quando si alzano i prezzi dei voli?

Mediamente, i prezzi dei voli aumentano significativamente nei giorni immediatamente precedenti alla partenza e durante l’alta stagione, nel periodo che va da maggio a settembre.

Autore
Classe 1994, immediatamente dopo gli studi ho scelto di intraprendere una carriera nel Project Management in ambito di progetti Erasmus+ per EPS. Questo mi ha portato ad approfondire in particolare le tematiche inerenti alla fiscalità delle PMI, anche se la mia area di expertise risulta oggi molto più ampia in questo ambito. Oggi sono copywriter freelance appassionata di scrittura e di innovazione per le piccole e medie imprese.

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