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Bitcoin: la ciptovaluta pronta alla tassazione

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Bitcoin a rischio tassazione

Mentre in questi giorni è in corso una dura campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento che promette detassazioni a “destra ed a manca”, l’ipotesi di avviare balzelli anche sui bitcoin, diventa sempre più tangibile.

Italia pioniera nella tassazione dei Bitcoin?

L’Italia potrebbe essere pioniera, in questo senso, visto che quando si parla di imporre tasse la nostra nazione difficilmente si tira indietro. Il bel paese dove sventola il tricolore è il primo paese membro dell’Ue che ha recepito una direttiva antiriciclaggio in questo particolare settore.

Ha già recepito la definizione di valuta virtuale e degli operatori che di questa si occupano, prevedendo anche particolari obblighi per evitare il ricircolo sommerso dei fondi. Ma non è finita qui.

Il cammino verso la tassazione dei Bitcoin

Una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea ha riconosciuto che il cambio delle banconote con bitcoin e viceversa, può essere considerata una prestazioni di servizio a titolo oneroso.

Non si può agire, inoltre, nell’anonimato. Lo vietano, appunto, le rigide norme antiriciclaggio. Si deve anche conservare adeguata documentazione da presentare, eventualmente, alle ispezioni delle fiamme gialle.

Finora, infine, le monete che viaggiano su Internet sono esenti Iva. Si sta già ipotizzando, però, che se le operazioni di cambio saranno equiparate ad investimenti finanziari, queste saranno, dunque, tassate come una sorta di speculazione sulle valute.

Insomma tutto pronto per fare in modo che anche la criptovaluta diventi un affare per l’erario. 

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