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Antitrust accusa il trasporto locale: poca concorrenza e servizi scadenti

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Arriva il pesante giudizio dell’Antitrust sullo stato in cui versano le aziende di trasporto pubblico locali nel nostro paese. Mediamente la seconda voce di spesa locale dopo la Sanità, il settore è arretrato e meno del 30% dei costi vengono coperti con i biglietti anche a causa di un’evasione tariffaria generalizzata. Occorre inoltre aprire il mercato alla concorrenza per risolvere in maniera strutturale problemi che si riscontrano in maniera uniforme da Nord a Sud.

Antitrust accusa il trasporto locale: poca concorrenza e servizi scadenti. L’indagine dell’Antitrust evidenzia come il trasporto pubblico locale sia, nell’offerta complessiva dei servizi, sovradimensionato rispetto all’effettiva domanda che pur rimane insoddisfatta. Il paradosso è avere un eccesso di servizi dove non serve. Per quanto riguarda le Regioni e gli altri enti locali c’è una grave carenza di programmazione. I servizi sono, in prevalenza, gestiti da contratti di esclusiva che sono affidati ad aziende partecipate da enti locali oppure, per quanto riguarda il trasporto su rotaia, a Trenitalia. Ci sono poche gare e spesso sono fatte male, in un settore dove è praticamente assente la concorrenza di mercato.

Proprio sulla concorrenza, insiste il resoconto dell’Antitrust, gli ostacoli arrivano dalle normative del settore. Una normativa che ostacola la concorrenza nel settore è quella di andare a gara pubblica per affidare la gestione dei servizi e, in seconda analisi, anche i conflitti di interesse nei casi in cui l’ente locale è nello stesso tempo proprietario dell’azienda che gestisce i servizi.

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