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Acconto IVA 2018: come pagarlo e quali sanatorie sono previste

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Che cos’è l’IVA

Con il termine IVA, si definisce l’Imposta sul Valore aggiunto, applicata da quasi tutti i membri della Comunità Europea. E’ una imposta indiretta, con un aliquota stabilita da ogni paese, sul valore della produzione, ovvero sull’incremento che si verifica durante la fase di produzione del bene. Quindi vengono assoggettati a tassazione i beni e i servizi di consumo.

L’IVA è in vigore dal 1973, ed è stata equiparata a tutti i paesi della Comunità Europea, per regolarizzare la tassazione del libero mercato. L’imposta grava direttamente sul consumatore finale, quindi colui che acquista il bene e il servizio, mentre rimane indifferente per il produttore.

Come calcolare l’IVA 

Il pagamento dell’Iva avviene ogni anno, in base a tre diversi metodi di calcolo stabilite dall’Agenzie dell’entrate: storico, previsionale e analitico.

Nel primo caso si calcola una percentuale dell’88% del versamento effettuato o che dovrebbe essere effettuato. Per il metodo previsionale, invece, il calcolo dell’Iva avviene in base a una stima delle operazioni che si ritiene siano state effettuate fino al 31 dicembre. Infine, il metodo analitico prevede il pagamento IVA in base alle operazioni eseguite entro il 20 dicembre e prevede il pagamento del 100%.

Chi paga l’IVA

In base alla nuova legge 193/2016, i contribuenti devono effettuare il pagamento dell’iva mensilmente o trimestralmente. Tale decreto, ha sostituito il sistema annuale del pagamento Iva in modo da evitare ritardi e evasioni fiscali. Di conseguenza i contribuenti sono obbligati, a seconda della tipologia di volume d’affari e al sistema di calcolo di Iva previsto, a una liquidazione periodica dell’IVA.

Sono esentati dal versamento dell’acconto per l’imposta Iva: contribuenti in regimi minimi, imprenditori che hanno un regime minimo di fatturazione, associazioni sportive dilettantistiche, associazioni senza scopo di lucro, associazioni a regime forfettario, lavoratori agricoli esenti, aziende agricole esentate.

L’acconto Iva 2018

Pertanto, In base alla nuova normativa, l’Iva viene versata mensilmente da alcuni contribuenti che hanno un determinato volume d’affari. Per quasi tutti gli altri, il versamento avviene con una liquidazione trimestrale stabilita in date ben precise.

Per l’anno 2018 il primo versamento Iva deve essere effettuato entro il 27 dicembre del 2017, e prevede il pagamento di un F24 come acconto dell’Imposta sul valore aggiunto annuale. Una volta effettuato il pagamento, il versamento deve essere comunicato all’Agenzia dell’Entrate attraverso la modalità telematica. Non è ammessa più quella cartacea.

Il modello F24 per effettuare il pagamento è reperibile sul sito dell’Agenzia dell’Entrate e può essere pagato presso il proprio istituto di credito o direttamente all’Agenzie dell’Entrate di riferimento.

Sanzioni e sanatorie per il mancato pagamento dell’Iva 2018

In caso in cui non sia stato effettuato il pagamento dell’IVA entro i termini stabiliti per legge, allora il soggetto sarà sottoposto a sanzioni applicate in base ai giorni di ritardo. Tuttavia, l’agenzia dell’entrate permette due modalità di sanatoria al fine di ridurre la sanzione e gli interessi applicati: il ravvedimento operoso e la sanzione ridotta con ravvedimento acconto.

Nel primo caso, il contribuente deve effettuare il pagamento di quanto da lui dovuto come liquidazione Iva, calcolando i giorni di ritardo e l’eventuale sanzione ridotta in base ai parametri sul sito dell’Agenzia dell’Entrate.

Nel secondo caso, invece, il pagamento deve essere fatto entro, e non oltre, 14 giorni dalla scadenza e si applicherà una tassazione a percentuale pari a una sanzione dell’1% per ogni giorno di ritardo. Se il pagamento avviene oltre i 15 giorni, la sanzione aumenterà.

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