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Quali vantaggi comporta aprire una startup innovativa?

Opportunità startup Innovative

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta della legislazione italiana sulle startup innovative. In questo articolo analizzeremo i vantaggi previsti per le società che si costituiscono in questa forma.

Il Mise per le startup

Condizioni imprescindibili per godere di queste agevolazioni è ovviamente essere iscritti nella sezione speciale del Registro delle Imprese (presentando l’apposito modulo di autocertificazione) e rientrare nei requisiti previsti.

Se si hanno tutte le carte in regola, allora l’azienda potrà essere considerata una startup innovativa  e godere per cinque anni del regime di agevolazioni previsto dalla legge n. 221/2012.

La legge prevede agevolazioni fiscali (delle quali abbiamo parlato anche nella nostra analisi su quanto costa aprire una startup) e alleggerimenti burocratici per tutte le operazioni afferenti al registro delle imprese, una disciplina del lavoro speciale e molto altro.

Vediamo nel dettaglio.

Del primo vantaggio si può godere già al momento della costituzione. Infatti la startup innovativa potrà redigere l’atto costitutivo utilizzando un modello standard, avendo la possibilità di applicare successivamente delle modifiche e superando così parecchi ostacoli burocratici potendo fare ricorso alla firma digitale.

Come abbiamo già accennato nel nostro precedente articolo sui costi da sostenere, l’azienda costituita come startup innovativa è esente da una serie di imposte e diritti, essendo in sintesi tenuta a pagare esclusivamente l’imposta di registro e la tassa di concessione governativa.

La Startup Innovativa potrà poi, in quanto tale, assumere con contratti a tempo determinato personale con contratti dai 6 ai 36 mesi rinnovabili più volte. Dopo aver raggiunto il tetto massimo di 36 mesi, si potrà rinnovare il contratto una sola volta, per una durata massima di altri 12 mesi. Dopo aver raggiunto la durata massima di 48 mesi, il dipendente potrà continuare a lavorare solo con un contratto a tempo indeterminato.

Per quanto riguarda i pagamenti a collaboratori e fornitori, la startup innovativa potrà “pagare” con  stock option o tramite lo schema work for equity, ovvero la remunerazione tramite la partecipazione con quote al capitale della società. Una forma di pagamento doppiamente conveniente che aumenta il coinvolgimento e per di più è soggetto a tassazione agevolata.

È anche più facile attirare gli investimenti, grazie alla detrazione fiscale per chi vuole investire: 19% sull’IRPEF per le persone fisiche e il 20% sull’IRES per le persone giuridiche per gli anni che vanno dal 2013 al 2016. Le aliquote aumenteranno poi al 25% e al 27% rispettivamente se la società nella quale si è deciso di investire rientra nella categoria delle startup a vocazione sociale, nella quale rientrano le aziende operanti nei settori indicati all’articolo 2 comma 1 della legge 155/2006.

Si avrà la possibilità poi di raccogliere finanziamenti tramite Crowdfunding, nelle piattaforme autorizzate dalla Consob.

La startup potrà godere di una corsia preferenziale nell’accesso al Fondo Centrale di Garanzia, altrimenti noto come  “Microcredito”, che aiuta le aziende ad ottenere un prestito garantendo fino all’80% (fino a 2,5 milioni di euro) del credito concesso dalla banca alla startup o all’incubatore certificato.

In ultimo, l’ICE – Agenzia governativa per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, fornirà un sostegno personalizzato alle startup che vogliono espandersi oltre confine con un sostegno legale, fiscale e creditizio, ospitando gratuitamente tra le altre cose, le startup innovative in fiere ed eventi all’estero per favorire l’incontro con investitori stranieri. Su questo argomento dedicheremo un approfondimento.

Trovate gli altri post-guida per aprire una startup qui:

Se volete saperne di più visitate la sezione apposita del Registro delle Imprese e leggete la scheda di sintesi del Mise.

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