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«Jobs Act del lavoro autonomo»: Quali tutele introduce?

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Arriva il «Jobs Act del lavoro autonomo». Quali tutele introduce?

Con la firma del Presidente della Repubblica inizia l’iter istituzionale della Legge di Stabilità. Con esso arriva anche il promesso «Jobs Act del lavoro autonomo». Vediamo quali sono le novità.

Qualche settimana fa vi abbiamo parlato delle possibili novità per le partite iva introdotte con la nuova legge di stabilità.

Ora che il testo è stato firmato dal Presidente della Repubblica si comincia a capire qualcosa di più sugli interventi fiscali e soprattutto sull’annunciato “statuto delle partite iva”. 

Comincia infatti a delinearsi un quadro dai contorni più netti sul testo preparato dal consulente di Palazzo Chigi e giuslavorista della Bocconi Maurizio del Conte, e che costituirà un collegato al disegno di legge Stabilità 2016.

Oggi il Sole 24Ore presenta una panoramica di questo «Jobs Act del lavoro autonomo» uno statuto che «si rivolge a tutto il lavoro autonomo professionale, senza fare distinzioni», come dice Del Conte, che estenderà tutele e norme inserite nel jobs act anche al “popolo delle partite Iva”.

La maggior parte di queste misure verranno approvate non in tempi brevi secondo Del Conte, ma alcune entreranno in vigore già da subito.

Ad esempio, è confermato e subito attivo il congelamento dell’aliquota al 27% della gestione separata INPS anche per il 2016 e un fondo per la tutela del lavoro autonomo subordinato.

Per quanto riguarda le nuove tutele – il «Jobs act degli autonomi» vero e proprio per intenderci – per alcune bisognerà aspettare secondo Del Conte almeno fino alla metà dell’anno prossimo, ma è utile capire fin da subito di cosa si tratta.

Quali saranno le nuove tutele?

Ritardi nei pagamenti

Il ddl prevederà la possibilità di applicare degli interessi di mora in caso di ritardo di pagamenti, sia nei rapporti tra lavoratore autonomo e imprese, sia nel rapporto tra due lavoratori autonomi.

Ci sarà quindi una maggiore protezione dei liberi professionisti. Scaduti i termini di pagamento (che non potranno essere superiori ai 60 giorni) sarà previsto un risarcimento sin dal primo giorno di ritardo.

Deducibilità totale

Le spese sostenute per la formazione potranno essere deducibili al 100% (fino ad oggi era previsto una deducibilità del 50%), entro un tetto annuo.

Indennità e congedi di maternità

Le lavoratrici otterranno dall’INPS l’indennità di maternità a prescindere dall’effettiva astensione dal lavoro.

Per quanto riguarda il congedo,  le neomamme potranno usufruire di un congedo parentale di sei mesi (non più tre) entro i primi tre armi di vita del bambino, godendo del medesimo trattamento economico e previdenziale dei lavoratori dipendenti.

Partecipazione agevolata agli appalti pubblici

La PA e le amministrazioni locali saranno tenute ad agevolare la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici, facilitando l’accesso a questi alle informazioni sulle gare pubbliche e anche adattare queste ultime alle caratteristiche di questa tipologia di lavoratore.

Controversie

Infine, si applicherà anche ai lavoratori autonomi (fatta eccezione per artigiani e commercianti iscritti alla Camera di Commercio) il rito previsto per le liti di lavoro riguardanti i lavoratori subordinati.

Reazioni

Positive anche questa volta le reazioni delle associazioni di Categoria. Sia Marina Calderone di Cup (comitato degli ordini e collegi professionali) e Anna Soru di Acta sottolineano come si stia finalmente «colmando vuoto normativo», riconoscendo ai lavoratori autonomi delle tutele finora riconosciute solo ai subordinati.

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