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Come aprire un negozio di vendita cannabis light

negozio di cannabis light

Cannabis light: la regolamentazione

Nonostante si senta parlare di legalizzazione dell’uso della cannabis, in Italia non è stata varata nessuna legge che depenalizzi l’uso della marijuana.

E’ invece consentita la commercializzazione di prodotti a base di infiorescenze femminili di varietà di cannabis che presentano un contenuto in THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) inferiore allo 0,6%. Tale concentrazione non presenta effetti allucinogeni, tuttavia la richiesta di cannabis light è in crescita esponenziale e costituisce una buona opportunità commerciale.

Grow Shop: punti vendita di cannabis light

I “Grow Shop”, punti vendita dove è possibile reperire prodotti a base di cannabis, sono attualmente circa 400 in Italia. I prodotti oltre all’erba essiccata, sono rappresentati da farine, pane, pasta, birre, cosmetici, integratori, maglieria, semi e attrezzi per la coltivazione, oltre ad accendini, narghilè e bong.

La cannabis contiene effettivamente proprietà nutrizionali e terapeutiche, anche se molto sovrastimate ed enfatizzate dagli amatori. 

Cosa serve per aprire un negozio di cannabis light

Aprire un negozio di vendita di cannabis light, non è molto diverso dall’apertura di un qualunque altro negozio.

Innanzitutto va preparato un business plan, per preventivare le spese, gli eventuali introiti, i tempi di ammortamento e procurarsi l’eventuale finanziamento o un socio.

Trattandosi di vendita di prodotti alimentari va conseguito il SAB (corso per la somministrazione di Alimenti e Bevande), un permesso che rilascia la regione o enti convenzionati, dietro frequentazione di un addestramento di poche ore.

Bisogna, inoltre, assicurarsi che il negozio rispetti le norme di igiene, agibilità e sicurezza previste dalla legge e chiedere l’autorizzazione alla ASL e ai VVFF.

Attivare una Partita IVA (anche per questa è previsto un corso, salvo essere in possesso del titolo di ragioniere) presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi al REC (Registro Esercenti e Commercianti) presso la Camera di Commercio. Inoltre bisogna registrarsi all’INPS e se si prevedono dipendenti, anche all’INAIL.

Va presentata la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) 30 giorni prima dell’inizio dell’attività al SUAP (sportello unico delle attività produttive) del Comune, il quale avrà 90 giorni di tempo per obiettare o esercitare il silenzio assenzo. In regime di semplificazione, grazie al Decreto Bersani (L. 114 del 31.3.98), non è più necessario richiedere la licenza per esercitare.

Primi passi per aprire il tuo negozio di cannabis light

Scegliere il locale e la location è rilevante come per altre attività. E’ bene privilegiare zone non a traffico limitato, con possibilità di parcheggio nei paraggi e una superficie di vendita non molto estesa (intorno ai 50 mq).

Assicurarsi di non avere concorrenti nelle vicinanze, lanciare una campagna pubblicitaria e prepararsi il più possibile sulla materia, per poter consigliare e indirizzare il cliente verso una scelta a lui congeniale. Fondamentale è proporre un’ampia e varia offerta, avvalendosi di fornitori seri, affidabili e con sede ragionevolmente vicina (in Italia).

Il costo totale varia molto in base al luogo e alla fascia del locale, molto approssimativamente potrebbero bastare 40.000 € per iniziare. In alternativa si può aderire ad una catena di franchising, in tal caso le spese di inizio attività sarebbero molto più contenute.

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