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Ammortamenti 140% già fruibili nelle dichiarazioni 2015

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito una serie di interessanti dettagli per quanto concerne la fruizione dell’agevolazione del maxi ammortamento del 140% sugli investimenti effettuati. Sancendo, ad esempio, che il benefit è ricompreso per tutti i titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo, ivi compresi anche coloro che hanno aderito a un regime di vantaggio L’Agenzia delle entrate ha di fatti concesso il via libera anche ai soggetti in regime di vantaggio (i cosiddetti minimi con imposta sostitutiva del 5%), per i quali, nella determinazione del reddito, il costo di acquisto dei beni strumentali è deducibile nell’esercizio in cui è avvenuto il pagamento, ma per i quali quanto sopra non deve essere visto come un ostacolo alla fruizione dell’agevolazione “trattandosi, in sostanza, di una
diversa modalità temporale di deduzione del medesimo costo”.

Come funziona il meccanismo

Il meccanismo applicativo del super bonus funziona in maniera semplice, poichè – scrivono dall’Agenzia delle Entrate – se “la maggiorazione del 40% si concretizza in una deduzione che opera in via extracontabile, non correlata alle valutazioni di bilancio, si ritiene che la stessa vada fruita in base ai coefficienti di ammortamento stabiliti dal dm 31 dicembre 1988, a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene. In caso di cessione o di eliminazione del bene stesso dal processo produttivo, non si potrà fruire di eventuali quote non dedotte della maggiorazione”.

Di qui a un esempio chiarificatore il passo è breve. Si consideri dunque l’acquisto di un bene che costa 100, con coefficiente di ammortamento 10, variazione in diminuzione pari a 4 (cioè al 10% del maggior costo figurativo di 40). L’impresa imputa a conto economico un ammortamento ridotto, per esempio pari a 8, e la variazione in diminuzione non deve essere commisurata a questo importo (diventando 3,2, e cioè il 40% di 8) ma rimane possibile effettuare la variazione in diminuzione a fini fiscali pari a 4.

Pertanto, chiarisce ancora l’esempio proposto, se l’azienda Alfa acquista un bene agevolabile con coefficiente di ammortamento del 10% e sostiene un costo di 10.000: se imputa in bilancio un ammortamento di 1.000 effettua una variazione in diminuzione nel modello Unico pari a 400; se imputa in bilancio un ammortamento di 1.300 effettua una variazione in aumento di 300 pari alla differenza tra quanto imputato a conto economico e l’importo massimo di ammortamento deducibile con riferimento al costo (non maggiorato) del bene e una variazione in diminuzione nel modello Unico, per dar conto dell’agevolazione, pari a 400. Ancora, se imputa in bilancio un ammortamento di 800 effettua una variazione in diminuzione nel modello Unico pari a 400.

Per poter effettuare il calcolo del beneficio, occorre inoltre rilevare che l’investimento deve essere effettuato nel periodo temporale stabilito dalla norma, mentre l’ordinaria condizione dell’entrata in funzione rileva solo per determinare il momento da cui l’agevolazione risulta produrre i suoi effetti. Ora, considerando che la legge di Stabilità dispone che la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione compete per gli investimenti effettuati in beni materiali strumentali nuovi “dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016” e che “ai fini della determinazione della spettanza della predetta maggiorazione, si è dell’avviso che l’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione segua le regole generali della competenza previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, del Tuir”, e si ritiene che la maggiorazione in questione, traducendosi in sostanza in un incremento del costo fiscalmente ammortizzabile, possa essere dedotta, conformemente a quanto previsto dall’articolo 102, comma 1, del Tuir, solo “a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene”.

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